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Presidenziali Usa, Obama si scuote e ‘pareggia’ il conto con Romney

Obama

Rinunciatario, troppo distaccato, quasi “non fosse interessato al dibattito”. Barack Obama aveva subito una valanga di critiche dopo il primo duello televisivo vinto a mani basse dal candidato repubblicano Mitt Romney, piu’ per abbandono del campo da parte del Presidente uscente che per le reali capacita’ oratorie dell’ex governatore del Massachussets. Quello andato in scena stanotte e’ stato diametralmente opposto, con un Obama forse eccessivamente aggressivo rispetto al suo stile, ma che la parte democratica ha certamente preferito alla copia sbiadita del primo confronto. Un dibattito aperto alle domande del pubblico, quindi piu’ imprevedibile e storicamente considerato il piu’ pesante nello spostare il voto degli indecisi.

Il Presidente ha riposto le armi che gli avevano permesso di spuntarla quattro anni fa su McCain (soprattutto la capacita’ di mantenere la calma di fronte agli attacchi del rivale), e ne ha messo in campo delle nuove, spiazzando un Romney questa volta battuto. I primi commenti provenienti dagli Stati Uniti descrivono il dibattito come uno dei “piu’ feroci” nella storia ormai cinquantennale dei duelli televisivi fra candidati alla Casa Bianca. Obama ha attaccato Romney a 360 gradi, ripetendo come una sorta di mantra che “il governatore dice cose non vere”. Prima stoccata sul taglio delle tasse alle fasce piu’ abbienti: “Romney dice di avere un piano economico in cinque punti. In realta’, il suo piano ha un solo punto”.

Obama ha sfruttato al meglio le ormai celebri gaffe del rivale. Quando l’ambasciata americana di Bengasi venne attaccata lo scorso mese di settembre (quattro vittime, tra cui l’ambasciatore Stevens), Romney sfrutto’ l’occasione per criticare Obama, venendo meno a una regola non scritta della politica americana: quando la Nazione e’ sotto attacco si serrano le fila, indipendentemente da chi sieda alla Casa Bianca. “L’ipotesi che chiunque nel mio team, il segretario di stato, il nostro ambasciatore all’ONU, chiunque, abbia manipolato la realta’ o fatto politica sulla pelle di quattro nostri uomini, e’ offensiva. Non e’ quello che facciamo, governatore. Non e’ quello che faccio come presidente”.

Obama Romney

Un altro autogol di Romney (il 47 per cento degli americani non gli interessa perche’ voteranno il rivale e vivono alle spalle del governo) viene definito “un insulto per i veterani che si sono sacrificati per questo Paese, per gli studenti che stanno cercando con difficolta’ di portare avanti i loro sogni e i sogni di tutti noi. E’ un insulto, infine, per la classe media”. Obama e’ riuscito a difendersi anche sul delicato terreno della sanita’, dove e’ piu’ vulnerabile a causa della riforma sanitaria osteggiata anche da una parte dell’elettorato democratico. “Bush non propose di trasformare il Medicare in un programma di voucher. Bush era a favore di una riforma comprensiva dell’immigrazione. Non voleva eliminare i finanziamenti per Planned Parenthood (organizzazione che difende i diritti delle donne, soprattutto riguardo al tema dell’aborto, ndr)”.

Romney e’ apparso spesso in difficolta’, spiazzato dall’aggressivita’ di Obama, e spesso costretto sulla difensiva: “Mi interssa la sorte del 100 per cento degli americani. Voglio che il 100 per cento degli americani abbia un futuro luminoso. Sono un uomo di chiesa. Mi interessa il futuro dei nostri ragazzi. Non dobbiamo arrenderci all’idea che questo livello di disoccupazione sia fisiologico. Non dobbiamo pensare che negli Stati Uniti ci debbano essere 43 milioni di persone che vivono grazie ai buoni alimentari”. Uno a uno e palla al centro. Prima dell’Election Day del 6 novembre ci sara’ un terzo dibattito. Intanto Obama potrebbe aver bloccato l’emorragia di voti subita dopo il primo duello perso con Romney e i sondaggi piu’ credibili lo danno sempre in vantaggio in tutti gli Swing States, da sempre decisivi il giorno delle presidenziali.

Claudio Forleo

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