Squinzi (Confindustria) torna ad attaccare il governo sulla ripresa

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L’atteggiamento di Confindustria e’ ondivago quasi quanto quello del governo. Il leader degli industriali Giorgio Squinzi, in sei mesi alla guida dell’associazione, ha cambiato giudizio almeno tre volte. E’ stato uno dei critici piu’ feroci (la riforma del lavoro targata Fornero venne descritta come una “boiata”), poi lo scorso mese ecco l’appoggio dichiarato alla possibilita’ di un Monti-bis dopo le elezioni 2013. Ora una nuova stoccata per la mancanza, a giudizio di Squinzi, di norme che favoriscano la ripresa. “Non ci sono provvedimenti incisivi per la ripartenza, in particolare per ricerca, innovazione e infrastrutture.

L’esperienza del governo tecnico non e’ ripetibile nell’arco di una legislatura di cinque anni. Monti ci ha sicuramente dato vantaggio, perche’ senza di lui sarebbe stato molto peggio, ma il prossimo governo deve essere politico – dichiara Squinzi, che pare aver cambiato nuovamente idea – Magari con una connotazione tecnica, ma con una legittimazione elettorale che e’ inevitabile. Se Monti si presenta a capo di una coalizione e ottiene la maggioranza dei voti a me va benissimo.

Ma deve avere una validazione elettorale – prosegue il numero 1 di Confindustria – Abbiamo appreso dal Sole 24 Ore la disponibilità del Ministro Fornero a rivedere parte della riforma che porta il suo nome. Ci fa piacere, ma vogliamo vedere che cosa effettivamente si realizzi e chiediamo che questa revisione sia fatta in tempi rapidissimi. I sei mesi che la signora Fornero aveva in mente sono troppo lunghi. Deve essere fatta in 30-40 giorni”.

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